Lo Studio.
Una persona, una mano, una storia di famiglia.
Sono Claudia.
Sono cresciuta in mezzo ai fiori. Bisnonna, nonna, mamma — quinta generazione di una famiglia che ha fatto questo mestiere da oltre cento anni. Quello che oggi è il mio lavoro è iniziato come un gioco nel negozio di famiglia: aiutare a tagliare i gambi, separare i petali caduti, ricordare i nomi.
Poi è diventato altro. Ho aperto il mio studio, ho cominciato a fare i miei matrimoni, a costruire un linguaggio mio. I fiori restano gli stessi della tradizione di famiglia — la mano è cambiata.
Cinque generazioni di fiori.
Una linea che parte alla fine dell’Ottocento e arriva fino allo studio di oggi.
- Inizio Novecento
Il primo a fare i fiori, nella mia famiglia, è stato il mio bisnonno — in un’altra Napoli.
- Anni della guerra
Poi mia nonna, che ha attraversato gli anni della guerra con un negozio aperto e una clientela fedele.
- La generazione di mia madre
Poi mia mamma, che ha portato i fiori dentro un’idea di stile, oltre il fioraio di quartiere.
- Oggi
E poi io, che sono entrata in questo mestiere da bambina senza accorgermene. Ogni generazione ha aggiunto qualcosa: una tecnica, un fornitore, un modo di lavorare.
Quello che è rimasto, intatto, è l’idea che i fiori siano una forma di racconto. Che servano a marcare un momento — un matrimonio, un compleanno, una giornata qualunque resa diversa da un mazzo in cucina.
Il Flower Studio.
Lo studio è in Corso Terracciano 24, a Pozzuoli. È uno spazio dove i fiori arrivano freschi, vengono scelti uno a uno, e prendono la forma che stai immaginando. Se vuoi vedere come lavoro, passa a trovarmi — si entra senza appuntamento, ma per una consulenza è meglio scrivere prima.
Quando trovarmi
[DA CONFERMARE]
- Lunedì – Venerdì 9:00 – 13:00 · 16:30 – 20:00
- Sabato 9:00 – 13:00
- Domenica e festivi Chiuso (eccetto matrimoni o ritiri concordati)
Come arrivare
- A 200 m da Stazione Metropolitana di Pozzuoli (Linea 2)
- Parcheggio in zona, anche stallo blu su Corso Terracciano
- A 25 minuti dal centro di Napoli
Come lavoro.
Tre cose che dico sempre, e una che non dico.
- 01
Stagione prima di tutto
I fiori che metto in una composizione sono quelli che la stagione sta dando in quel momento. Se a luglio mi chiedi peonie ti dico no — non perché non si trovino, ma perché non sono al loro meglio. Lavorare con la stagione significa farsi guidare dalla materia, non dal catalogo.
- 02
Una mano riconoscibile
Quando lavoro a un matrimonio, l’idea è che le composizioni siano tue — pensate per te, per la tua location, per il tuo giorno. Allo stesso tempo, voglio che si riconosca chi le ha fatte. Non è un esercizio di ego: è quello che ti aspetti da un’artigiana.
- 03
Niente fronzoli
Niente pizzo dorato, niente effetti speciali per riempire un buco. Se un fiore vale, vale anche da solo. Se una composizione è bella, non ha bisogno che si veda quanto è costata.
Non chiamo i miei matrimoni «sogni» o «favole». Sono giorni veri, di persone vere. E ai giorni veri voglio bene.
Dal 2022 insegno anche.
Lo studio non è solo per i clienti. Una volta al mese, più o meno, apro le porte a piccoli gruppi che vogliono passare mezza giornata con le mani nei fiori. Niente cattedra: si lavora insieme, si sbaglia, si porta a casa qualcosa di fatto.
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Vieni a vedere.
Il modo migliore di sapere se andiamo d’accordo è venire a trovarmi in studio, o scrivermi due righe. Niente form lunghi.